La Ferrari non fornirà più pezzi “nuovi” ai due piloti ufficiali per concentrare risorse finanziarie, tecniche e umane solo sull’auto 2022

In mancanza di imprevisti, la gara francese non ha dato praticamente nessuna emozione particolare fino a pochi minuti dall’arrivo. Eppure in mattinata una pioggia precedente alla Formula 3 “almeno” aveva proposta una competizione condizionata da una pista molto umida, tale da montare coperture da bagnato estremo.

Molto diverso lo scenario di poche ore dopo. Ai piloti è stato chiesto di gestire al meglio le potenzialità di gomme e motori in una corsa con distacchi tuttavia abbastanza ravvicinati, almeno nelle prime quattro posizioni. Verstappen, un po’ davanti, un po’ dietro, ha presto dovuto fare i conti con consumi elevati ma anche Hamilton era impegnato nelle stesse valutazioni. Di certo chi sarebbe stato di più in scia avrebbe potuto usurare meno le gomme, fatto che poteva fare la differenza. E così è stato. Fino al giro 52 sembrava quasi di ritrovarsi ad archiviare la quarta stagionale nonché terza vittoria per Hamilton di fila nel gran premio di Francia, iniziando a contare dal 2018, considerando che l’edizione 2020 non è stata disputata. Le Castellet d’altra parte è una pista che per ragioni differenti è sempre piaciuta agli inglesi: ci hanno vinto anche Stewart, Hunt, Mansell, Hill. Di questi, a nessuno è riuscito a vincere più di due volte nella pista alle spalle della Costa Azzurra, mentre Mansell in Francia vanta quattro sigilli. Invece l’esito finale ha premiato una gara di tattica e d’intelligenza a favore di Verstappen, che scattava davanti in griglia e davanti nel mondiale. Situazione psicologica “insolita” per Hamilton.

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